Descrizione

 

 

Economia regionale: congiuntura e previsioni – febbraio 2010

 

Economia mondiale
Il presente rapporto costituisce il primo aggiornamento trimestrale del 2010. Archiviata oramai con un segno nettamente negativo l’evoluzione economica mondiale del 2009, le aspettative di crescita per l’anno in corso sono state moderatamente riviste al rialzo, seppure con diversa intensità da paese a paese, rispetto a novembre. La situazione economica rimane comunque fragile. Si prevede, per il Pil mondiale, un aumento intorno al 3,5 per cento nel 2010, superiore di circa 0,5 punti percentuali rispetto a novembre; un’ulteriore accelerazione di circa 0,3-0,5 punti si avrebbe nel 2011.
La crescita degli Stati Uniti si è rafforzata negli ultimi mesi del 2009. Nel quarto trimestre il Pil è aumentato dell’1,4 per cento rispetto al precedente in virtù del consistente incremento delle scorte e dell’accelerazione di spesa per consumi, investimenti in macchinari e in edilizia residenziale, ed esportazioni, mentre un’ulteriore contrazione si rileva per gli investimenti in edilizia non residenziale. Il recupero degli Stati Uniti risulta più veloce e più intenso di quello degli altri paesi industrializzati, dove il supporto pubblico è stato più limitato. Il Pil del Giappone nel quarto trimestre è aumentato dell’1,1 per cento rispetto al precedente, la produzione industriale ha messo a segno a dicembre il decimo incremento mensile consecutivo in relazione alla forte domanda proveniente dai mercati asiatici. La Cina ha chiuso il 2009 con una crescita tendenziale del Pil, nel quarto trimestre, del 10,7 per cento.

 

Economia italiana
Anche per l’economia italiana il recupero sarà lento e incerto. Il paese, peraltro, è entrato nella crisi con un’economia più debole rispetto a quelle dei principali paesi avanzati, e ne sta uscendo con un tasso di crescita basso, ai minimi europei. Nel mese di dicembre il valore delle esportazioni è aumentato del 4,4 per cento rispetto a novembre, ma la variazione del quarto trimestre rispetto al terzo è risultata lievemente negativa. Nel 2009, le esportazioni sono crollate del 20,7 per cento rispetto al 2008. Rispetto al quadro presentato a novembre, la revisione al rialzo delle stime di crescita del Pil, mediamente pari allo 0,5 per cento per il 2010, è quasi interamente connessa a ipotesi più favorevoli sulla dinamica degli scambi internazionali, così come le aspettative per il 2011 (intorno all’1,3 per cento). Prosegue l’accelerazione dell’inflazione: a gennaio 2010 il tasso annuo è aumentato dell’1,3 per cento, quello mensile dello 0,1; il dato medio del 2009 registra un incremento dello 0,8 per cento rispetto al 2008. Rimangono invariate intorno all’1,5 per cento le previsioni per il 2010, mentre un’accelerazione un po’ più consistente è attesa per il 2011.
In base ai dati provvisori Istat, a dicembre il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’8,5 per cento (pari a oltre 2,1 milioni di disoccupati). Per quanto riguarda le prospettive del mercato del lavoro l’occupazione totale cadrà ulteriormente nel 2010, con aumento del tasso di disoccupazione all’8,5-9 per cento.

La regione Emilia Romagna
Rispetto a novembre, una revisione in senso migliorativo è stata apportata anche allo scenario di crescita della regione Emilia Romagna, sia con riferimento alla stima per il 2009 che alla previsione per il 2010. Il minore calo del Pil regionale nel 2009 risulta pari a 0,2 punti percentuali e la maggiore accelerazione attesa per il 2010 è valutata in 0,4 punti percentuali. La previsione per il 2011 vede un’espansione dell’economia dell’1,5 per cento dopo una dell’1,3 per cento nel 2010.

Con riferimento alla domanda estera si è verificato, nel terzo trimestre del 2009, in concomitanza con segnali di ripresa sui mercati internazionali, un rallentamento della caduta delle esportazioni regionali tale da portarne la flessione tendenziale in termini di valore al 22,4 per cento rispetto al 30,2 per cento previsto nel trimestre precedente. Poiché il miglioramento dei flussi di commercio internazionale è proseguita anche nel quarto trimestre, viene ipotizzata un’ulteriore decelerazione della caduta dell’export regionale che porta ad una stima della flessione annua pari al 22 per cento, un dato migliore di quasi un punto percentuale rispetto a quello di novembre. Una revisione più consistente è stata apportata all’andamento della domanda estera netta nel 2010 in relazione alle migliori aspettative di recupero di domanda e produzione mondiali; si ipotizza una crescita di esportazioni ed importazioni di beni pari rispettivamente al 4,8 e al 2,2 per cento, entrambe superiori di oltre un punto percentuale rispetto alla precedente previsione.

Per quanto riguarda l’evoluzione degli indicatori del mercato del lavoro, si assisterebbe, tra il 2008 ed il 2011, ad una diminuzione del tasso di attività riferito all’intera popolazione dal 48 al 47,3 per cento: la dinamica della forza lavoro, per l’operare di segno opposto di occupati e numero di persone in cerca di occupazione, risulterà infatti più contenuta di quella della popolazione, in costante accelerazione nel periodo in esame. Fino al 2010 si assisterà ad una contrazione del numero degli occupati, che nel 2011 tornerà ad aumentare senza però consentire un incremento del tasso di occupazione per la contestuale maggiore crescita della popolazione. Nello stesso arco temporale, il tasso di disoccupazione salirebbe dal 3,2 nel 2008 al 5 per cento nel 2011, un valore di poco inferiore a quello del Nord Est e di oltre quattro punti percentuali rispetto a quello del paese. In base alla Rilevazione sulle forze di lavoro Istat, infatti, nella media dei primi tre trimestri del 2009 il tasso di disoccupazione dell’Emilia Romagna è risultato del 4,5 per cento. Si ritiene che la previsione Prometeia (3,5 per cento nel 2009) incorporando i dati effettivi fino al 2008, sottostimi la dinamica del 2009.