Descrizione

 

 

Economia regionale: congiuntura e previsioni – novembre 2009

 

Economia mondiale
Il presente rapporto costituisce l’ultimo l’aggiornamento trimestrale del 2009. Dopo che per sei trimestri consecutivi le aspettative di crescita del prodotto mondiale e del commercio internazionale sono state riviste in senso peggiorativo, nello scenario attuale si prospettano differenziali di segno positivo rispetto alle dinamiche ipotizzate a settembre. L’arresto della recessione mondiale nel secondo trimestre dell’anno, la stabilizzazione o la modesta ripresa dell’attività produttiva nelle economie avanzate e l’accelerazione della crescita dei paesi asiatici, sono all’origine della revisione delle previsioni di crescita. Nel terzo trimestre si è attenuata la riduzione dei flussi di commercio internazionale e si sono intravisti in diversi paesi segnali favorevoli per la produzione industriale e le vendite al dettaglio.
Nel secondo trimestre l’attività economica nell’area dell’Euro ha toccato un punto di minimo. Nei mesi estivi si è osservato un miglioramento degli indicatori congiunturali; a ottobre l’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) si è posizionato su valori che indicano espansione dell’attività sia nel settore terziario che nell’industria e l’indicatore Euroframe evidenzia un recupero dei ritmi di crescita del Pil nel terzo e nel quarto trimestre dell’anno. Nello stesso mese, l’indicatore €-coin (Banca d’Italia) è risultato positivo per il secondo mese consecutivo, stimando una crescita di fondo del Pil dell’area sull’1,3 per cento in ragione d’anno. A settembre la produzione industriale è aumentata per il quinto mese consecutivo pur rimanendo su livelli inferiori di quasi il 13 per cento rispetto a settembre 2008; in accelerazione per il quarto mese consecutivo anche gli ordinativi all’industria di agosto. La spesa per consumi mostra un andamento più altalenante ed è pesantemente influenzata dalla sfavorevole evoluzione della situazione occupazionale: a settembre il volume delle vendite al dettaglio è diminuito sia in termini congiunturali che tendenziali. Nello stesso mese, il tasso di disoccupazione è ulteriormente peggiorato raggiungendo il 9,7 per cento (9,2 per cento nella UE). Rispetto a un anno fa l’aumento dei disoccupati è stato rispettivamente pari a 3,2 e 5,0 milioni nella Uem e nella Ue. Dopo quattro trimestri consecutivi di calo, nel terzo trimestre il Pil degli Stati Uniti è cresciuto dello 0,9 per cento sul precedente.
Anche in Giappone dalla primavera sono emersi segnali di miglioramento: il tasso di disoccupazione è sceso al 5,3 per cento dal 5,5 di agosto e nello stesso mese l’inflazione è rimasta negativa e invariata a -2,2 per cento.
Nei maggiori paesi emergenti l’attività economica conferma i positivi andamenti di cui si erano già avuti segnali. In Cina, nel terzo trimestre, il Pil ha registrato un aumento tendenziale dell’8,9 per cento, supportato dalla dinamica dei consumi, cresciuti al ritmo del 17 per cento e degli investimenti in infrastrutture (+52,6 per cento) frutto delle politiche pubbliche. In accelerazione l’economia indiana nel secondo trimestre e, dopo due trimestri di contrazione, anche quella brasiliana. Più difficile la situazione in Russia e nella maggior parte dei paesi dell’Europa centrale e orientale a causa degli ampi disavanzi delle partite correnti e della dipendenza dai finanziamenti esteri.
Dopo una flessione di circa l’1 per cento nel 2009, il Pil mondiale crescerebbe, nel 2010, ad un ritmo del 3 per cento, di circa 0,5 punti percentuali superiore a quanto ipotizzato a settembre. Il recupero sarebbe modesto nei paesi avanzati e decisamente più dinamico nei paesi emergenti. Il commercio internazionale, dopo il crollo del 2009, registrerebbe nel 2010 un’accelerazione compresa tra il 2,5 e il 5,5 per cento.

 

Economia italiana
In sintonia con la dinamica dell’economia mondiale, anche per l’economia italiana si è lentamente avviato il processo di recupero dell’attività produttiva. Dopo la moderata caduta del Pil nel secondo trimestre, la quinta consecutiva, che ha portato ad una perdita cumulativa di prodotto intorno al 6 per cento, nel terzo trimestre, in base alle stime preliminari dell’Istat, si è registrato un aumento dello 0,6 per cento rispetto al precedente e una flessione del 4,6 per cento sul corrispondente del 2008. Tale andamento è il risultato di un incremento del valore aggiunto dell’industria e dei servizi e di una diminuzione di quello agricolo.

Dopo la pesante contrazione subita tra il secondo trimestre del 2008 e lo stesso del 2009 che aveva riportato l’attività ai livelli della metà degli anni ottanta, nel terzo trimestre, infatti, la produzione industriale ha registrato un miglioramento del 4 per cento rispetto al precedente. Dopo le accelerazioni di luglio e agosto, tuttavia, a settembre l’attività produttiva ha registrato un calo mensile del 5,3 per cento che ha penalizzato soprattutto i comparti dei beni strumentali e intermedi. Nei primi nove mesi del 2009 la variazione rispetto allo stesso periodo del 2008 è stata di -20,3 per cento. L’indagine Confindustria rileva in ottobre un recupero produttivo dello 0,3 per cento su settembre; dai minimi di marzo 2009 si registrerebbe un rialzo del 6 per cento.

Positivo l’export di settembre verso i paesi extra-Ue, che registra un’accelerazione del 17,4 per cento rispetto ad agosto.
La revisione apportata al
Pil del paese ne comporta una minore caduta valutabile intorno al mezzo punto percentuale per il 2009 e una maggiore accelerazione di 0,3-0,4 punti percentuali nel corso del 2010.

Anche le previsioni relative all’evoluzione della domanda interna sono state riviste in senso migliorativo. Una contenuta accelerazione dei consumi potrebbe derivare nel 2010 dall’attesa riduzione del risparmio precauzionale da parte delle famiglie, dall’eventuale proroga degli incentivi all’acquisto di beni durevoli e dal basso livello d’inflazione.

A ottobre è tornata a crescere l’inflazione; nella stima provvisoria, il tasso annuo è aumentato dello 0,3 per cento, quello mensile dello 0,1 per cento. Le previsioni per l’intero 2009 sono rimaste pressoché invariate intorno allo 0,7-0,8 per cento, mentre per il 2010 è attesa, mediamente, un’accelerazione intorno all’1,5 per cento.

Lievemente migliori, seppure ancora ampiamente sfavorevoli, le prospettive del mercato del lavoro: l’occupazione totale cadrà del 2,4-2,6 per cento nel 2009 e dello 0,4 per cento nel 2010; il tasso di disoccupazione, rivisto verso il basso rispettivamente di 2 e 3 decimi di punto in relazione alla contrazione dell’offerta di lavoro, viene ora stimato mediamente intorno all’8,2 per cento nel 2009 e al 9,3 per cento nel 2010.

La regione Emilia Romagna
Anche lo scenario di crescita della regione Emilia Romagna si presenta lievemente migliore rispetto a quello presentato a settembre. Passa dal 4,8 al 4,6 per cento la caduta del prodotto interno lordo attesa per il 2009 e aumenta da 0,8 a 0,9 l’accelerazione del Pil ipotizzata per il 2010 (previsioni Prometeia).

Dal confronto con le stime relative alla crescita prospettata per il paese emerge un minore calo del Pil regionale di 0,3 punti percentuali nel 2009 e una maggiore espansione di 0,4 punti percentuali nel 2010. Sostanzialmente in linea con quelle dell’Emilia Romagna risultano le previsioni relative alla ripartizione Nord Est.

La spesa per consumi delle Amministrazioni Pubbliche rimane l’unica componente della domanda che mostra un segno positivo in entrambi gli anni; passa peraltro, per la regione, da 0,2 a 1 per cento l’incremento prospettato per il 2009 mentre rimane uguale la variazione già ipotizzata per il 2010.

Viene confermata per il 2009 la riduzione del numero di unità di lavoro totali ma, all’interno dei settori, si assiste ad un calo più sostenuto nel settore industriale controbilanciato da una minore flessione negli altri settori. Passa invece da negativa a lievemente positiva la variazione del numero di unità di lavoro totali nel 2010 in relazione ad un andamento meno negativo dei settori dell’industria e delle costruzioni.

Per quanto riguarda l’evoluzione degli indicatori del mercato del lavoro, le modifiche più significative rispetto a quanto stimato a settembre riguardano il numero delle persone in cerca di occupazione, per cui si ipotizza una dinamica più contenuta, soprattutto nel 2010, e un minore calo del numero di occupati nel 2010. Come conseguenza, il tasso di attività riferito all’intera popolazione nel biennio 2009-2010 passa da 47,5 a 47,4, il tasso di occupazione migliora dello 0,1 per cento nel 2010 e il tasso di disoccupazione realizza un netto miglioramento, raggiungendo il 4,9 per cento nel 2010 (anziché il 5,5 per cento), un tasso in linea con quello del Nord Est ma inferiore di circa quattro punti percentuali rispetto alla media italiana.