Sono quattro le aree interne regionali, di cui 3 localizzate in Appennino, identificate per la sperimentazione della Strategia nazionale aree interne nella nostra regione: Appennino Emiliano, Basso Ferrarese, Appennino Piacentino-Parmense e Alta Valmarecchia.


Guarda il video del sottosegretario alla presidenza della Giunta della Regione Emilia-Romagna Giammaria Manghi.

Tante le tappe da percorrere da parte dei partenariati locali per elaborare il progetto di sviluppo in cooperazione con il Comitato Tecnico Aree Interne (CTAI), che coordina la Strategia a livello nazionale, e con la Regione, attraverso il Servizio Coordinamento delle Politiche europee della DG REII[1], con il supporto tecnico del Gruppo di un lavoro interdirezionale coordinato operativamente dal Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici.

Il percorso prevede la costruzione di una Strategia d’area di sviluppo locale attraverso l’attivazione di due diverse tipologie di azioni:

  1. Azioni dirette a promuovere lo sviluppo locale attraverso progetti finanziati dai diversi fondi regionali europei disponibili (Programma Operativo Regionale FESR, Programma Operativo Regionale FSE e Programma di Sviluppo Rurale);
  2. Azioni dirette ad assicurare a queste stesse aree livelli adeguati di cittadinanza in alcuni servizi essenziali (salute, istruzione e mobilità) realizzati attraverso lo stanziamento di risorse nazionali, con una dotazione di 3,74 milioni di euro per ogni area.

La dotazione complessiva delle risorse nazionali è di 281,18 milioni di euro, stanziati con le leggi di bilancio nazionali e assegnati attraverso le delibere CIPE n.9/2015, 43/2016 e 80/2018.

Nel corso degli ultimi due anni, dall’avvio del percorso di definizione delle strategie a giugno 2016 ad oggi, le quattro aree interne della regione – Appenino Emiliano, Basso ferrarese, Appennino piacentino-parmense, Alta Valmarecchia sono tra le prime aree a livello nazionale: le prime tre aree hanno completato la fase di costruzione delle Strategie d’area, chiusa con la validazione da parte del CTAI e della Regione, la quarta area sta predisponendo le schede intervento e la Strategia d’area in previsione di chiudere l’iter entro i primi mesi del 2019. La prima area pilota – l’Appennino Emiliano – nel mese di novembre 2018 ha iniziato l’iter di sottoscrizione dell’APQ con le Amministrazioni centrali coinvolte e con la Regione.

Attualmente le aree interne che dispongono di una dotazione finanziaria certa sono:

  • l’Appennino Emiliano con una dotazione di 3,74 ml di euro ricompresa nella Legge di stabilità del 2014 e assegnata con la delibera CIPE n. 9/2015 a cui si aggiungeranno circa 17 milioni circa di fonte regionale derivanti dai Fondi SIE, per un importo complessivo di circa 28 milioni di euro.
  • Il Basso ferrarese con una dotazione di 3,74 ml di euro ricompresa nella Legge di stabilità 2015 a cui si aggiungeranno circa 7,1 milioni di euro di fonte regionale derivanti dai Fondi SIE. Per un importo complessivo di circa 11,5 milioni di euro.
  • l’Appennino Piacentino-Parmense con una dotazione di 3,74 ml di euro ricompresa nella Legge di stabilità 2015 (contributo ricevuto concorrendo all’assegnazione delle quote nazionali non utilizzate da altre aree interne, nello specifico la PA di Bolzano) a cui si aggiungeranno circa 11,2 milioni di euro di fonte regionale derivanti dai Fondi SIE. Per un importo complessivo di circa 14,9 milioni di euro.

Le risorse nazionali destinate all’Alta Valmarecchia sono previste dalla Legge di Bilancio 2018 (art.1 commi 895 e 896 Legge n. 205/2017) e si è in attesa dell’assegnazione da parte del CIPE.

Interessanti le “idee guida” delle strategie e le azioni messe in campo dalle quattro aree:

L’Appennino Emiliano con la “MONTAGNA DEL LATTE: stili di vita salutari e comunità intraprendenti nell’Appennino Emiliano” intende rafforzare e internazionalizzare la filiera del Parmigiano Reggiano di Montagna, promuovere il turismo sostenibile nei territori del crinale e lungo gli itinerari della fruizione culturale, operare investimenti immateriali sul capitale umano, rafforzare e innovare la presenza sul territorio delle cure primarie, sostenere e diffondere l’infrastruttura sociale delle Cooperative di Comunità.

Il Basso Ferrarese con “FARE PONTI: collegamenti materiali e immateriali per il supporto allo sviluppo e alla riattivazione della comunità” mira a valorizzare le tante potenzialità che caratterizzano l’area  attraverso la metafora dei ponti come facilitatori dei collegamenti. .La strategia intende accrescere la dotazione di servizi a favore della popolazione e  erogando prioritariamente servizi a favore dei giovani , di orientamento, formazione, consulenza personalizzata per combattere la dispersione scolastica e favorire l’inserimento lavorativo e servizi per il contenimento del disagio. Nel campo dello sviluppo locale la strategia mira a favorire il turismo slow, che caratterizza l’area del Delta del Po, e estendere l’agricoltura di precisione, per innovare i metodi agronomici delle aziende agricole.

L’Appennino Piacentino Parmense con “APPENNINO SMART, adattamento intelligente per cambiare gli schemi d’azione e superare le criticità con nuove idee” intende lavorare su: il rafforzamento dell’associazionismo istituzionale nel campo della protezione civile e dei sistemi informativi, la valorizzazione delle foreste e dei pascoli; la collaborazione tra le imprese attraverso nuove forme di agricoltura multifunzionale; lo sviluppo di istituzioni cooperative per creare nuovi servizi per la salute in particolare per gli anziani, per lo sviluppo integrato delle competenze nell’istruzione e nella formazione e per sostenere soluzioni multifunzione per la mobilità.

L’Altavalmarecchia con la “QUALITÀ DEL PAESAGGIO” promuove un modello di sviluppo basato sui fattori identitari e distintivi della valle riconoscendoli come risorsa da valorizzare, facendo leva sui suoi settori trainanti, l’agricoltura e il turismo, rilanciando produzioni antiche e di valore, valorizzando gli elementi paesaggistici e storico-culturali del territorio, al contempo, per consentire la crescita di una comunità più consapevole dei propri forti caratteri identitari, si deve assicurare un contesto organizzativo favorevole anche alla crescita sociale con azioni sui servizi essenziali.

Per approfondimenti ulteriori è possibile consultare il link regionale https://fondieuropei.regione.emilia-romagna.it/fondi-strutturali/temi/strategia-nazionale-per-le-aree-interne/strategia-aree-interne

Per seguire a livello nazionale l’evoluzione della Strategia Nazionale Aree Interne è possibile consultare il sito http://old2018.agenziacoesione.gov.it/it/arint/

 

 

 

 

[1] Direzione Generale Risorse, Europa, Innovazioni e Istituzioni