Pubblicati i risultati della procedura di valutazione dei progetti candidati sul bando di Europa Creativa per il sostegno a “European Cooperation Projects” che si è chiuso lo scorso 23 novembre (call EACEA 45/2016), lo Sportello Regionale per la Cultura e Creatività ha fornito assistenza tecnica a 2 candidature

Il sostegno a “European Cooperation Projects” è una delle opportunità di finanziamento offerte dal Sottoprogramma Cultura di Europa Creativa. Supporta la realizzazione di progetti di cooperazione culturale orientati a rafforzare la capacità dei settori culturali e creativi di operare a livello transnazionale e internazionale, promuovendo allo stesso tempo la circolazione transnazionale dei prodotti culturali e creativi e la mobilità di coloro che lavorano in questi settori (in particolare gli artisti). Questi progetti possono riguardare tutti i settori della cultura e creatività (arti dello spettacolo, arti visive, patrimonio culturale tangibile e intangibile, architettura, design..) ad esclusione dell’audiovisivo (che viene appositamente supportato dal Sottoprogramma Media di Europa Creativa). Il sostegno è destinato a due categorie di progetti:
Progetti di cooperazione di piccola scala, ossia progetti che coinvolgono almeno 3 partner stabiliti in 3 diversi Paesi, per i quali il contributo Ue può raggiungere il 60% dei costi totali eleggibili per un massimo di 200.000 euro.

Progetti di cooperazione di larga scala, vale a dire iniziative di più vasta portata, che devono coinvolgere almeno 6 partner stabiliti in 6 diversi Paesi, per le quali il cofinanziamento Ue può raggiungere il 50% dei costi eleggibili per un massimo di 2.000.000 euro.

Dalla valutazione dei progetti presentati sul bando emerge che la Commissione europea ha ricevuto ben 548 candidature: 430 per progetti di piccola scala e 118 per progetti di larga scala. Complessivamente i progetti selezionati con successo sono 81: 66 di piccola scala e 15 di larga scala, provenienti da 24 Paesi europei, per un budget totale di oltre 35 milioni di euro.

Se è vero che l’Italia si distingue per essere il Paese con la partecipazione più elevata alla call (87 candidature presentate per i progetti di piccola scala e 19 per i progetti di larga scala), è comunque un dato positivo che sia anche il Paese con il maggior numero di progetti finanziati in tutta Europa: in totale 13 progetti, di cui 11 di piccola scala e 2 di larga scala.

Anche la regione Emilia-Romagna ottiene un risultato importante: 5 progetti, tra i 13 di successo capofilati da un ente italiano, hanno come capofila un ente emiliano-romagnolo. Si tratta di tre progetti candidati per la categoria small scale e di un progetto large scale, ovvero:

  1. Performing Gender – Dance makes differences presentato dal Comitato provinciale Arcigay il Cassero di Bologna (progetto di piccola scala)
  2. EU.TERPE – A debut opera for an inclusive Europe presentato dall’Associazione Musicale Bruno Maderna di Forlì (progetto di piccola scala)
  3. Gender Identity: Child Readers and Library Collections capofilato dall’Università di Bologna (progetto di piccola scala)
  4. Artists@Work. Creativity for Justice and Fairness in Europe promosso dalla Fondazione Unipolis di Bologna (progetto di piccola scala)
  5. Atlas of Transitions. New geographies for a cross-cultural Europe promosso da Fondazione Emilia Romagna Teatro di Modena (progetto di larga scala)

ERVET, grazie alla sua consolidata esperienza nell’accesso ai fondi europei e nel suo ruolo di gestione dello Sportello per la Cultura e la Creatività (CREATIVER), ha messo a disposizione le proprie competenze e professionalità per supportare e orientare i soggetti capofila nella presentazione delle candidature relative a due dei progetti sopra indicati, ovvero Performing Gender e Atlas of Transitions.

Il primo, che vede coinvolti complessivamente 6 partner in 5 Paesi europei (Italia, Slovenia, Olanda, Spagna, Regno Unito), ha un budget di poco più di 491mila euro e verrebbe cofinanziato dall’UE per 200mila euro. Punta a sviluppare un programma di capacity building per artisti e professionisti del settore della danza contemporanea volto a fornire loro conoscenze, competenze e strumenti utili per rappresentare sulla scena europea la complessità e la ricchezza delle differenze di genere, identità e orientamento sessuale.

Il secondo progetto, invece, impegna complessivamente 10 partner in 7 Paesi europei (Italia, Polonia, Belgio, Francia, Svezia, Grecia e Albania), ha un budget di 2,8 milioni di euro e beneficerebbe di un cofinanziamento UE del 50%. E’ mirato a sviluppare nuove strategie di interazione e reciprocità tra cittadini UE e migranti, utilizzando la cultura e le arti come strumenti in grado di migliorare la comprensione culturale, promuovere il rispetto della diversità e il dialogo interculturale, favorire l’integrazione di comunità.