ERVET affianca sin dal 2009 la Regione Emilia-Romagna nelle azioni di promozione degli acquisti verdi sul territorio regionale allo scopo di orientare la spesa pubblica verso una maggiore sostenibilità.

L’opportunità per le Pubbliche Amministrazioni di applicare la politica degli acquisti verdi per dare attuazione al PAN GPP (Piano di azione nazionale per il green public procurement approvato con Decreto interministeriale 11 aprile 2008 e aggiornato nel 2013) ha spinto la Regione a dotarsi della Legge Regionale 29 dicembre 2009, n. 28 che ha introdotto l’applicazione di criteri di sostenibilità ambientale negli acquisti della Pubblica Amministrazione. Questa disciplina, a cui hanno fatto seguito le adozioni dei Piani per la sostenibilità degli acquisti in Emilia-Romagna rispettivamente per i trienni 2013-2015 (DAL n.91/2012) e  2016 – 2018 (DAL n.108/2017), ha rappresentato il punto di partenza per integrare in modo sistematico i criteri ambientali nei sistemi di approvvigionamento dell’amministrazione regionale e degli enti locali operativi a livello territoriale.

Oggi in Italia il Green public procurement è diventato obbligatorio, grazie all’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi ministeriali (CAM) nelle disposizioni integrative e correttive del Codice degli appalti pubblici. Questo ha segnato una svolta per orientare la sostenibilità la spesa pubblica. I CAM, difatti, sono delle linee guida emanate dal Ministero per l’inserimento dei criteri ambientali e sociali nelle procedure di gara. Sono costruiti con un approccio al ciclo di vita del prodotto e si basano su criteri del marchio di qualità ecologica europeo e parametri di prestazione ambientale, prevedono l’internalizzazione dei costi e parametri di valutazione dell’impronta ambientale dei prodotti. La loro applicazione nell’acquisto di beni, servizi e lavori, dovrebbe quindi contribuire a sviluppare un nuovo mercato che induce gli utilizzatori e i produttori a ragionare in termini di circolarità e impatto ambientale.

La Regione Emilia -Romagna con l’adozione del secondo Piano d’azione per il GPP, da una parte ha voluto dare risposta al nuovo obbligo di legge, dall’altra ambisce di rafforzare la green economy e l’economia circolare regionale: un’opportunità di sviluppo e di crescita per tutto il sistema imprenditoriale regionale.

In questo percorso, avviato otto anni fa, ERVET ha supportato la Direzione generale cura del territorio e dell’ambiente della Regione Emilia-Romagna nella redazione dei Piani e degli strumenti formativi e di assistenza per i funzionari pubblici impegnati negli acquisti.

Tutte le attività messe in campo hanno prodotto esiti significativi. I risultati della prima programmazione regionale per gli acquisti verdi nel periodo 2013-2015 si sono tradotti in 31 Convenzioni Quadro con criteri di sostenibilità ambientale attivati dalla centrale di committenza regionale Intercent-er. Gli ordinativi effettuati dalle Pubbliche Amministrazioni regionali tramite Convenzioni “verdi” sono stati pari a 388 milioni di euro, rappresentando il 42% degli acquisti complessivi effettuati tramite le Convenzioni. Sono state, inoltre, realizzate 4 gare con Criteri Ambientali Minimi in bandi per l’acquisizione di servizi da parte di alcune direzioni regionali, tra cui il servizio di manutenzione del verde e il contratto di global service per gli immobili di proprietà regionale.

Per la formazione dei funzionari addetti agli appalti sono stati somministrati corsi base sul GPP ed elaborati strumenti più innovativi di formazione: moduli di e-learning e toolkit consultabile on line. È stato attivato un helpdesk gpp, gestito da ERVET, che tuttora fornisce un concreto supporto per acquistare secondo i criteri di sostenibilità. La promozione del green public procurement a livello territoriale è stata sviluppata in collaborazione con ANCI Emilia-Romagna attraverso la stipula di un Protocollo d’intesa con la Regione e a sostegno, in particolare dei Comuni e delle Unioni di Comuni, sono state approvate le linee guida per sviluppare gli acquisti verdi negli enti locali (DGR 120/2014).

Da ultimo è da citare la sperimentazione della metodologia di calcolo dei costi lungo il ciclo di vita LCC – Life Cycle costing (la metodologia LCC è richiamata dalla Direttiva sugli appalti pubblici e recepita nel nostro ordinamento normativo all’art. 96 del codice degli appalti Dlgs. 50/2016) che ERVET sta sperimentando su Convezioni della centrale di acquisto regionale Intercent-er.

Il Piano GPP per il triennio 2016-2018, con il quale la Regione Emilia-Romagna ha ottenuto il riconoscimento del Premio CompraVerde per la Migliore Politica di GPP, consolida il cammino intrapreso e punta su tre pilastri che potrebbero dare un’ulteriore spinta alla diffusione del GPP:

  • Formazione e informazione rivolta agli addetti agli acquisti per favorire l’applicazione dei CAM nelle procedure di appalti di lavori, servizi e forniture; la formazione rivolta agli operatori economici per evidenziare le opportunità offerte dal GPP e per rispondere correttamente alle procedure di gara conformi ai CAM.
  • Innovazione attraverso lo sviluppo di progetti speciali per diffondere l’innovazione tecnologica conseguita sia attraverso strumenti da sperimentare quali gli appalti pre-commerciali e la metodologia LCC; sia attraverso l’adozione dei CAM nei bandi finanziati con fondi comunitari.
  • Monitoraggio degli acquisti verdi dell’amministrazione regionale attraverso gli strumenti di rendicontazione regionale e il monitoraggio sul territorio attraverso il rilevamento dei dati sui contratti pubblici dal SITAR – Osservatorio regionale contratti pubblici.

L’attuazione del Piano triennale GPP è affidata alla Direzione generale cura del territorio e dell’ambiente, in collaborazione con l’agenzia Intercent-er, con il supporto tecnico di ERVET e Arpae.

Per approfondire cosa fa la Regione Emilia Romagna per il green public procurement

Per scaricare gli strumenti GPP aggiornati al 2017

 

 

GPP le politiche europee e nazionali: promuovere un mercato verde per sviluppare modelli di produzione e consumo sostenibile

Il Green Public Procurement inizia ad assumere rilievo “politico” a livello comunitario con l’adozione del sistema integrato dei prodotti IPP COM 2003/302/CE che si prefiggeva di creare un mercato di prodotti verdi allo scopo di incentivare nuovi modelli di consumo e produzione sostenibili.

Il peso, assegnato al GPP dall’Europa, è andato poi crescendo prima con il “Piano d’azione su Consumo e produzione sostenibili” del 2008, tanto da essere stato oggetto di una specifica comunicazione (la 400 del 2008). Successivamente con la Strategia europea 2020 il GPP è stato rafforzato per incentivare l’uso efficiente delle risorse, fino ad arrivare poi alla Comunicazione sull’economia circolare e alla revisione delle direttive sugli appalti pubblici. Il legislatore europeo punta, quindi, alla qualificazione ambientale e sociale degli appalti pubblici per orientare le produzioni dell’industria europea in una direzione (efficienza delle risorse ed energetica) che ha più futuro sia per la riduzione dei costi e dei rischi, che per la realizzazione di prodotti verdi più vicini ai desideri dei consumatori.

La Pubblica amministrazione è il più grande “consumatore” di beni e servizi: una spesa che in Italia rappresenta oltre il 17% del Pil, fino a oltre il 19% in Europa. È dunque evidente l’influenza sul mercato e sulle filiere produttive delle scelte operate dagli enti pubblici attraverso i propri acquisti.

Nel nostro Paese la svolta sul GPP è stata determinata prima dall’approvazione del cosiddetto Collegato ambientale (legge 221/2015 Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo delle risorse naturali), e poi dall’emanazione del D. Lgs 50/2016 e ss.mm.ii., il Codice appalti, che recepisce le direttive europee e riordina la disciplina sui contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

La principale novità consiste nell’aver reso obbligatoria l’applicazione dei Criteri ambientali minimi (CAM) individuati nel Piano d’azione nazionale – PAN GPP, ribadendo l’obbligo per le stazioni appaltanti di inserire nella documentazione progettuale e di gara “almeno” le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei CAM ministeriali.

 

I numeri del GPP in Europa e in Italia

Attualmente in Europa sono 25 su 28 i Paesi che si sono dotati di un Piano d’azione nazionale per il GPP. Nel panorama nazionale le Regioni che hanno adottato un Piano GPP sono 7: Sardegna; Emilia Romagna; Puglia; Veneto; Basilicata; Lazio e Liguria. Il Friuli Venezia Giulia sta lavorando alla redazione del suo Piano attraverso un programma già in atto dal 2014.  Altre Regioni hanno seguito diversi percorsi di implementazione del GPP, ad esempio attraverso l’adozione di un atto di indirizzo (approvato con delibera) o di leggi regionali che promuovono l’introduzione di criteri di sostenibilità nelle procedure di acquisto. In particolare la Regione Toscana si è dotata di una legge specifica riguardante gli acquisti verdi e le procedure per gli acquisti sostenibili; la Regione Lombardia ha principalmente agito attraverso l’adozione di norme settoriali che promuovono l’introduzione di criteri di sostenibilità nelle procedure di acquisto. La Regione Campania ha adottato un atto di indirizzo per incentivare la raccolta differenziata di rifiuti attraverso la diffusione del GPP nell’amministrazione regionale e la Regione Abruzzo, infine, ha realizzato azioni di sensibilizzazione e formazione. A livello comunale, l’indagine pubblicata a dicembre 2017 da Istat rileva che nel periodo 2014-2015 gli “acquisti verdi” sono stati effettuati 26 città (comuni capoluogo), con applicazione di almeno un criterio ambientale minimo per tutte le forniture di beni o servizi.

Per fare il punto della situazione in Regione Emilia-Romagna è previsto per giovedì 19 aprile 2018 un evento organizzato dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Ervet e la Centrale di committenza regionale IntercentER.