Disponibile la nuova edizione 2018 della Newsletter “La diffusione degli strumenti volontari per la gestione della sostenibilità in Emilia-Romagna” diffusa in occasione dell’evento “MADE GREEN IN ITALY – Nasce la certificazione italiana dell‘impronta ambientale” tenutosi lo scorso 9 novembre a Rimini all’interno di Ecomondo.

Il nostro Paese, con all’incirca 40 mila certificazioni di processo e con più di 5 mila certificazioni di prodotto, continua a mantenere la leadership a livello internazionale delle certificazioni ambientali. Siamo il terzo Paese al mondo per numero di certificazioni ISO 14001 (19.510), dopo la Cina e il Giappone; il primo per numero di certificazioni di prodotto EPD; il secondo Paese europeo per l’Ecolabel UE, dopo la Francia e per EMAS dopo la Germania. Ancora: siamo il quinto paese del G20 per certificazioni forestali di catena di custodia FSC. La regione Emilia Romagna, con più di 4 mila certificazioni per la sostenibilità dei processi e dei prodotti, continua a mantenere la leadership nel panorama nazionale. È seconda in Italia per il numero di certificazioni EMAS e terza per le ISO 14001 (marchi che attestano la qualità dei processi produttivi) ed è la prima regione a livello internazionale per la diffusione di EPD (certificazione sui prodotti e servizi) nel settore agroalimentare e per l’Ecolabel europeo (per la qualità ecologica) nel settore ceramico.

Questi sono i dati che emergono dal rapporto edizione 2018 La diffusione degli strumenti volontari per la gestione della sostenibilità in Emilia-Romagna prodotto da ERVET nell’ambito della convenzione con la Regione Emilia-Romagna e pubblicato in occasione di Ecomondo.

In questa edizione è stato approfondito un nuovo strumento volontario di qualificazione ambientale di recente pubblicazione quale il “Made Green in Italy” (Decreto Ministeriale 21 marzo 2018 n.56). Questo schema concretizza l’opportunità per il nostro Paese di adottare l’innovativo metodo della PEF – Product Environmental Footprint – proposto dalla Commissione Europea per misurare e comunicare al mercato l’impatto ambientale dei prodotti in commercio così da favorire, agli occhi del consumatore, quelli più “green”.

Le prospettive sono state approfondite nel workshop “MADE GREEN IN ITALY – Nasce la certificazione italiana dell‘impronta ambientale tenutosi lo scorso 9 novembre ad Ecomondo.

L’evento è stata un’occasione per spiegare tempi e modalità per l’applicazione del nuovo Regolamento “Made green in Italy”. Un confronto che ha visto la partecipazione del Ministero dell’Ambiente; ERVET, Scuola Sant’Anna e IEFE Bocconi e dei principali rappresentanti delle filiere italiane e rispettivamente del: pomodoro; arredo; industria conciaria, metalmeccanica e cosmetica e che ha suscitato notevole interesse, da parte del mondo industriale. La scommessa per il nuovo marchio ambientale sarà puntare sulla comunicazione definendo le modalità più efficaci per valutare e comunicare l’impronta ambientale dei prodotti tipici del sistema produttivo italiano, al fine di sostenerne la competitività sui mercati nazionali e internazionali. Nonché di valorizzare le esperienze positive di qualificazione ambientale dei prodotti di cluster di piccole imprese, attraverso l’adozione di misure atte ad agevolare l’adesione allo Schema “Made Green in Italy” da parte di gruppi di imprese.

Lo schema consente di fare incontrare le specificità della produzione italiana con il metodo di calcolo dell’impronta ambientale PEF (Product Environmental Footprint) secondo i requisiti della Raccomandazione 2013/179/UE. È prevista la verifica di parte terza indipendente da ente accreditato, allo scopo di offrire una maggiore garanzia al consumatore e contrastare il fenomeno molto diffuso del greenwashing.

“Il nostro Paese – precisa Enrico Cancila responsabile dell’Unità Sviluppo economico e ambiente di ERVET – non ha mai avuto un marchio nazionale di qualificazione ambientale. Questa opportunità può rappresentare il binomio tra tipicità e sostenibilità dei prodotti made in Italy; il nuovo schema rappresenta, difatti, la sfida per incrementare la competitività del nostro sistema produttivo nel contesto della crescente domanda di prodotti a elevata qualificazione ambientale sui mercati nazionali e internazionali.

 

Gli atti del workshop:

Lo schema “Green Made in Italy” nelle politiche di sviluppo sostenibile – N. Fascetti Leon, Sogesid MATTM

Potenzialità del Made Green in Italy nel territorio emiliano-romagnolo – E. Cancila, ERVET

Regolamento per l’attuazione dello schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti, denominato «Made Green in Italy» e il Progetto Life Effige – F. Iraldo Scuola Superiore Sant’Anna e IEFE Bocconi

La Newsletter “La diffusione degli strumenti volontari per la gestione della sostenibilità in Emilia Romagna” Ottobre 2018

 

Link a notizie correlate

Comunicato certificazioni ambientali della Regione Emilia Romagna

 

Per approfondire il tema delle certificazioni ambientali
http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/sviluppo-sostenibile/temi/certificazioni-ambientali